domenica 13 giugno 2010

Per i malati in stato vegetativo le cure sono sempre dovute

di Manuela Perrone (da Il Sole-24 Ore)

Via l'aggettivo «permanente » per connotare lo stato vegetativo che può subentrare al coma dopo patologie improvvise o incidenti, come era accaduto a Eluana Englaro: quei pazienti vanno invece considerati persone con «gravissima disabilità». Lo raccomanda il gruppo di lavoro ad hoc presieduto dal sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, nel documento finale presentato ieri al ministero, insieme al libro bianco redatto da alcune associazioni dei familiari.


Nessuna confusione tra stato vegetativo, malattia terminale e morte cerebrale: il concetto di irreversibilità va bandito, così come la locuzione «staccare la spina ». Perché sono troppe, secondo gli esperti, le incognite scientifiche sull'attività della coscienza e troppi, fino al 42%, gli errori diagnostici. E perché non c'ècertezza assoluta che il paziente «non possa provare qualche forma di sofferenza». «Sono vivi, vanno curati», ha detto Roccella.


Gli effetti del cambiamento terminologico non sono da poco: alimentazione e idratazione assistite sono «elementi fondamentali dell'assistenza» (la loro sospensione, come avvenne con Eluana, è considerata eutanasia) e la persona in stato vegetativo ha diritto ad antidolorifici ogni volta che «vengano diagnosticate verosimili fonti di dolore» (il gruppo di lavoro si riserva l'approfondimento delle modalità di percezione dello stimolo della sete). Soprattutto, «al pari degli altri individui con gravissime patologie croniche questa persona può essere preferibilmente accolta a domicilio o, quando ciò risulta impossibile, può essere trasferita in strutture a carattere non prettamente sanitario».


Prendendo atto dell'eterogeneità e criticità dei servizi nelle regioni, il gruppo di lavoro propone la creazione di un «sistema esperto a rete integrata di percorsi dal coma al domicilio». Ma come potrebbero le famiglie sostenere il peso dell'assistenza? Un team riabilitativo della Asl dovrà valutare la capacità della famiglia di poter gestire la situazione a casa, assicurandole sostegno. Se non fosse ritenuta in grado di provvedere, la strada suggerita è quella delle Suap, «speciali unità di accoglienza permanente» (distinte dalle residenze assistenziali e dai reparti ospedalieri) oppure quella, per ora solo teorica, dei «domicili protetti», strutture sociali in cui coabiterebbero più pazienti.


«Ci auguriamo che la Conferenza Stato-Regioni possa ora formulare linee guida appropriate, poi ci vorrà una legge per istituire un registro degli stati vegetativi », ha annunciato Roccella. Il cui lavoro è stato "benedetto" dal ministro Ferruccio Fazio: «Sta finalmente cercando di mettere ordine».
Nel testo non c'è alcun cenno al testamento biologico. «Ma il fatto che chi è in stato vegetativo può sentire dolore -commenta il radicale Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni - è una ragione in più e non in meno per rispettare la volontà espressa dalla persona quando era cosciente, inclusa quella di non farsi torturare con trattamenti sanitari forzati».

Per i malati in stato vegetativo le cure sono sempre dovute

Via l'aggettivo «permanente » per connotare lo stato vegetativo che può subentrare al coma dopo patologie improvvise o incidenti, come era accaduto a Eluana Englaro: quei pazienti vanno invece considerati persone con «gravissima disabilità». Lo raccomanda il gruppo di lavoro ad hoc presieduto dal sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, nel documento finale presentato ieri al ministero, insieme al libro bianco redatto da alcune associazioni dei familiari.


Nessuna confusione tra stato vegetativo, malattia terminale e morte cerebrale: il concetto di irreversibilità va bandito, così come la locuzione «staccare la spina ». Perché sono troppe, secondo gli esperti, le incognite scientifiche sull'attività della coscienza e troppi, fino al 42%, gli errori diagnostici. E perché non c'ècertezza assoluta che il paziente «non possa provare qualche forma di sofferenza». «Sono vivi, vanno curati», ha detto Roccella.


Gli effetti del cambiamento terminologico non sono da poco: alimentazione e idratazione assistite sono «elementi fondamentali dell'assistenza» (la loro sospensione, come avvenne con Eluana, è considerata eutanasia) e la persona in stato vegetativo ha diritto ad antidolorifici ogni volta che «vengano diagnosticate verosimili fonti di dolore» (il gruppo di lavoro si riserva l'approfondimento delle modalità di percezione dello stimolo della sete). Soprattutto, «al pari degli altri individui con gravissime patologie croniche questa persona può essere preferibilmente accolta a domicilio o, quando ciò risulta impossibile, può essere trasferita in strutture a carattere non prettamente sanitario».


Prendendo atto dell'eterogeneità e criticità dei servizi nelle regioni, il gruppo di lavoro propone la creazione di un «sistema esperto a rete integrata di percorsi dal coma al domicilio». Ma come potrebbero le famiglie sostenere il peso dell'assistenza? Un team riabilitativo della Asl dovrà valutare la capacità della famiglia di poter gestire la situazione a casa, assicurandole sostegno. Se non fosse ritenuta in grado di provvedere, la strada suggerita è quella delle Suap, «speciali unità di accoglienza permanente» (distinte dalle residenze assistenziali e dai reparti ospedalieri) oppure quella, per ora solo teorica, dei «domicili protetti», strutture sociali in cui coabiterebbero più pazienti.


«Ci auguriamo che la Conferenza Stato-Regioni possa ora formulare linee guida appropriate, poi ci vorrà una legge per istituire un registro degli stati vegetativi », ha annunciato Roccella. Il cui lavoro è stato "benedetto" dal ministro Ferruccio Fazio: «Sta finalmente cercando di mettere ordine».
Nel testo non c'è alcun cenno al testamento biologico. «Ma il fatto che chi è in stato vegetativo può sentire dolore -commenta il radicale Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni - è una ragione in più e non in meno per rispettare la volontà espressa dalla persona quando era cosciente, inclusa quella di non farsi torturare con trattamenti sanitari forzati».

di Manuela Perrone (da Il Sole-24 Ore)

venerdì 12 marzo 2010

Per la sinistra il dl salva liste è il segno della dittatura, però poi lo utilizza per riammettere le sue liste

FONTE Il Fazioso
Avevano sbraitato, urlato e vomitato insulti sul decreto salvaliste. Domani ci fanno pure una manifestazione, tutti insieme, simil Unione prodiana per “denunciare” la dittatura (tra l’altro non si è mai vista una dittatura dove il partito al governo si vede escluse le sue liste), il Berlusconi Mussolini, la morte della democrazia e banalità varie.

Però zitti zitti questi sinistrati poi il decreto lo usano, eccome se lo usano: infatti i Verdi (che sostengono il candidato del centrosinistra Penati) in Lombardia sono stati riammessi proprio in virtù del decreto legge.

E meno male che era una vergogna assoluta il dl….. w la fiera della coerenza della sinistra!

sabato 6 marzo 2010

SALVIAMO IL MONDO DAI SACCHETTI DI PLASTICA!

Gruppo-choc su Facebook contro down, scoperto autore

E' un diciannovenne cingalese. L'indagine partita da Catania


CATANIA - E' un diciannovenne cingalese il promotore del gruppo-choc apparso su Facebook intitolato 'Tiro al bersaglio con i bambini down'. Il gruppo, prima della chiusura, aveva oltre 1.300 iscritti.. L'autore e' stato scoperto dalla polizia postale di Roma e della Sicilia Orientale.Il giovane, affetto da disturbi comportamentali,e' stato denunciato per istigazione a delinquere.

Il gruppo era stato collocato nella nella categoria 'Salute e benessere', ed era stato fondato ed era amministrato 'Il signore della notte' e 'Il vendicatore mascherato'. Dati falsi, ovviamente, e nomi di fantasia dietro i quali si nascondeva il diciannovenne cingalese che è stato identificato dalla polizia postale che ha seguito le tracce lasciate su Internet. I proclami messi on line erano deliranti: "Perché dovremmo convivere con questi ignobili creature... con questi stupidi esseri buoni a nulla? I bambini down - era sostenuto - sono solo un peso per la nostra società. Come liberarci di queste creature in maniera civile? Ebbene si signori... io ho trovato la soluzione: Esso consiste nell'usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio. Una soluzione facile e divertente per liberarci di queste immonde creature".

La prima segnalazione della presenza del gruppo-choc su Facebook che inneggiava all'eliminazione dei bambini down è arrivata lo stesso giorno della sua comparsa sul social network alla polizia postale del compartimento della Sicilia Orientale, che ha sede a Catania, che è stato il settore investigativo a avviare le indagini. Per questo, in applicazione della legge sui reati commessi su Internet, la competenza sul caso è radicata nel capoluogo etneo.

Le indagini della polizia postale di Catania sono state coordinate dal procuratore aggiunto Michelangelo Patané che ha aperto subito un fascicolo di reato contro ignoti che ipotizzava il reato di istigazione a delinquere e disposto l'immediato oscuramento e la cancellazione on line del gruppo su Facebook. La polizia postale ha poi individuato il 'punto di partenza' del gruppo, tramite accertamenti su codici di computer e server di Internet, risalendo alla casa dove sarebbe stato commesso il reato.

Su delega della Procura di Catania gli agenti hanno fatto irruzione nell'abitazione dove hanno trovato e sequestrato il computer e il cingalese di 19 anni che ha subito ammesso le sue responsabilità e denunciato in stato di libertà.

E ancora: "Per non farli soffrire oltre questa è l'unica fine che meritano questi parassiti". L'indignazione ha fatto scattare la protesta via internet, al grido di "fate schifo" e "vergognatevi! Siete ignobili". Ma soprattutto in molti hanno chiesto a chi ha messo in moto il gruppo di farsi avanti con nome e cognome, anziché trincerarsi dietro un'identità inventata Il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna era intervenuta parlando di "atto indegno di persone civili, inaccettabile e pericoloso" e aveva annunciato che i responsabili "saranno perseguiti per il reato di istigazione a delinquere".

incontri con i cittadini della candidata Cristina Corda al Consiglio Regionale per “Lega Nord Bossi”.

1) Villar Perosa: venerdì 12 marzo ore 21,00, teatro “Una finestra sulle valli” via Galileo Ferraris n.2 presentazione della candidata e programma, saranno presenti On. Roberto Cota; On. Stefano Allasia; On. Elena Maccanti, Davide Cavallotto

2) Bricherasio: giovedì 11 marzo ore 18,00 sala polivalente via Vittorio Emanuele n.94 incontro con la candidata per presentazione programma.

3) Cavour: venerdì 19 marzo ore 21,00 sala polivalente del bocciodromo di via Vigone presentazione della candidata e programma saranno presenti l’ON. Stefano Allasia; On. Elena Maccanti; Davide Cavallotto.

4) Luserna S. Giovanni: lunedì 22 marzo ore 21,00 sala mostre in via ex Internati Deportati n.24 presentazione della candidata e programma saranno presenti l’On. Stefano Allasia; On. Elena Maccanti; responsabile Giovani Padani Davide Cavallotto.

5) Villafranca Piemonte: giovedì 25 marzo ore 21,00 alla ex sala Unitre ex biblioteca in via Valzania presentazione della candidata e programma saranno presenti l’On. Stefano Allasia; On. Elena Maccanti; responsabile Giovani Padani Davide Cavallotto.


6) Pinerolo: martedì 23 marzo ore 20,30 al ristorante Franco Veneziano via Saluzzo n. 112 presentazione della candidata e programma, saranno presenti On. Roberto Cota; On. Stefano Allasia; On. Elena Maccanti, Davide Cavallotto

mercoledì 3 marzo 2010

Controlli dei Nas nelle case di riposo

Controllate 40 strutture, una è stata sequestrata
Serie di controlli del Nas di Torino sulle case di riposo per anziani. In una settimana sono state effettuate verifiche in 40 case di riposo fra le province di Torino, Vercelli, Novara, Verbania e Biella. Cinque strutture sono state sanzionate penalmente e 11 dal punto di vista amministrativo. Una è stata sequestrata. Comminate sanzioni per complessivi 300mila euro.

In provincia di Vercelli, un albergo era stato destinato senza nessuna autorizzazione ad ospitare 24 anziani che pagavano mediamente 2mila euro a testa mensilmente, senza fornire i necessari servizi sanitari ad alcuni degli anziani che non erano autosufficienti ed erano sommariamente assistiti dai camerieri dell`albergo, che si passavano le consegne con una sorta di quadernone dove erano annotate le operazioni compiute.

In una casa i riposo della valle di Susa, quattro infermiere straniere risultavano essere state assunte da un`agenzia del lavoro clandestina. In Valle Pellice, una struttura proponeva quotidianamente alimentari surgelati invece che prodotti freschi senza che gli anziani ne sapessero niente. Trovati anche 31 confezioni di farmaci scaduti.
FONTE: LA STAMPA

martedì 2 marzo 2010

Normativa Sanitaria del 01/03/2010

23/02/2010 - Prevenzione e cura del diabete mellito
Nella G.U. S3 n. 8 del 20/2/2010 e' pubblicata dalla Regione Campania la legge regionale 22 luglio 2009, n. 9, concernente: Disposizioni in attuazione della legge 16 marzo 1987, n. 115 relativa alla prevenzione e alla cura del diabete mellito.

domenica 28 febbraio 2010

Il fumo abbassa l’intelligenza

Un recente studio condotto da Mark Weiser del Sheba Medical Center di Tel Hashomer e pubblicato sulla rivista Addiction e destinato a suscitare non poche polemiche, specialmente da parte dei fumatori più incalliti, ha dimostrato che il fumo, non solo fa male alla salute, ma abbassa il quoziente intellettivo di chi fa uso delle “bionde”, rispetto a chi invece ne fa a meno. Gli esperti hanno coinvolto nell'indagine un campione di oltre 20.000 reclute dell’esercito israeliano e del quale il 58% fumava già prima di arruolarsi. Le reclute sono state sottoposte a dei test standard per misurare il quoziente intellettivo (QI) ed è emerso che in media i non fumatori hanno un QI di 101 al contrario dei fumatori che hanno mediamente un QI di 98. L’opinione finale degli studiosi è che non sono tanto le sigarette ad abbassare il quoziente intellettivo , ma piuttosto è presumibile che chi parte da un QI più basso è più facile che prenda il vizio di fumare.

FONTE: LA STAMPA

sabato 27 febbraio 2010

On. Roberto Cota sulla città della salute a Torino

Regionali: Piemonte, Alleanza Cattolica lancia campagna pro-Cota

Torino, 26 feb. - (Adnkronos) - Alleanza Cattolica, associazione cattolica guidata in Piemonte dal professore di diritto Mauro Ronco e dal sociologo Massimo Introvigne lancia una campagna e un sito Internet 'Alleanza Cattolica per Cota' (www.alleanzapercota.org) che si appellano alle associazioni e ai singoli cattolici piemontesi perche' contrastino la candidatura di Mercedes Bresso e appoggino quella di Roberto Cota.
L'appello parte da una dura denuncia delle posizioni della Bresso su aborto, RU486, fine vita, unioni omosessuali, liberta' di educazione e della presenza nel suo listino o nella sua coalizione di esponenti della sinistra comunista e della lista radicale Bonino-Pannella. ''Non e' solo un manifesto contro la Bresso -spiegano Ronco e Introvigne- scendiamo in campo a favore di Cota il cui 'Patto per la vita e per la famiglia', sottoscritto a Torino il 24 febbraio e incluso nel programma, ci convince pienamente''
''Sull'immigrazione -conclude Introvigne- il piano Bresso e' la cronaca di un disastro annunciato: belle parole che nascondono un'apologia del multiculturalismo e nessun contrasto all'immigrazione clandestina. Il programma di Cota invece e' moderato e ragionevole''.

Ecco il rimedio contro i pidocchi. Efficace, non tossico

Basta polverine e shampoo pericolosi
Spesso per debellare i fastidiosi pidocchi, dopo vari tentativi, bisogna ricorrere alle maniere forti. Tuttavia, le maniere forti possono causare problemi in quanto i rimedi sono sovente tossici e molte specie di parassiti sono diventate resistenti ai trattamenti classici. Un nuovo studio ha analizzato gli effetti di un trattamento di una settimana che è risultato efficace nel 91,2% senza essere tossico. I risultati di questo studio sono stati pubblicati sulla rivista “Pediatric Dermatology” e mostrano come una soluzione denominata BAL 5% (Benzyl Alcohol Lotion) in pratica soffochi i pidocchi, evitando così la possibile resistenza di questi ai trattamenti antibiotici. I classici trattamenti per soffocamento ottengono effetti limitati, in quanto i pidocchi proteggono il loro apparato respiratorio chiudendo gli ingressi alle sostanze estranee. In questo modo, quando si lavano via i rimedi, i pidocchi riprendono tranquillamente a respirare.Il nuovo trattamento, invece, per mezzo dell’alcol benzilico provoca l’involontaria apertura degli orifizi respiratori permettendo alle sostanze attive di penetrare e soffocare realmente i parassiti. Lo studio dei ricercatori della Global Health Associates di Miami (Usa), è stato condotto in doppio cieco, controllato con placebo in dieci aree geografiche diverse per testare l’efficacia e la sicurezza clinica della soluzione BAL. Sono stati coinvolti 250 partecipanti suddivisi in due gruppi atti a ricevere il trattamento con la soluzione BAL o con una crema priva di principi attivi. Il trattamento è stato fatto per un giorno e sette giorni a seconda del partecipante. Gli effetti sono poi stati controllati dopo otto e quattordici giorni. Dopo gli otto giorni si è riscontrato un successo pari al 91,2% nei soggetti trattati con BAL. Il tasso medio dopo i 14 giorni è stato del 75,6%. Nel gruppo trattato con la crema il successo è stato rispettivamente del 27,9% e del 15,5%. «Gli attuali trattamenti per i pidocchi contengono come principi attivi pesticidi neurotossici, con conseguente potenziale tossicità e altri problemi, comprese le lunghe applicazioni, l'odore, il trattamento inefficace. La resistenza è anche diventata un problema, ora che i pidocchi sono stati oggetto di una prolungata esposizione a queste prodotti. Dal momento che i prodotti più conosciuti sono stati resi disponibili, il loro abuso ha fatto diventare i pidocchi resistenti: come i batteri sono diventati resistenti a molti antibiotici. Poiché la lozione con alcol benzilico uccide per soffocamento, la resistenza non dovrebbe essere un problema», ha dichiarato la dr.ssa Terri L. Meinking, coordinatrice dello studio.(lm&sdp)
FONTE: LA STAMPA

venerdì 26 febbraio 2010

In 10 punti i diritti dei bambini allergici

Un decalogo a “misura di bambino” per riconoscere, trattare e prevenire le malattie causate da allergia. Il documento, elaborato dagli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e di Federasma, è stato presentato il 19 febbraio 2010 in occasione della quinta edizione della Giornata del Bambino Allergico organizzata in collaborazione con ALAMA (Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche), Federasma Onlus (Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno dei Malati Asmatici e Allergici), e SIAIP (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica). Nel corso del convegno che si è tenuto in Aula Salviati (Roma – piazza Sant’Onofrio, 4), medici e specialisti hanno analizzato i tanti aspetti - non solo strettamente clinici, ma anche ambientali e assistenziali - di quella che sta assumendo i contorni di una vera e propria malattia sociale, proponendo ai genitori una guida semplice, al tempo stesso essenziale, per affrontare il problema con gli strumenti adeguati: il “decalogo per la cura del bambino” oltre ad essere uno spunto di piccoli ma importanti suggerimenti per gli adulti, può anche essere un primo approccio per il bambino affinché acquisisca comportamenti attraverso i quali gestire i disturbi allergici. Il convegno, che ha affrontato il grave incremento in Italia delle malattie allergiche tra bambini e adolescenti, è stato quindi occasione di approfondimento sui più recenti protocolli diagnostici, terapeutici e di prevenzione relativi a malattie della pelle, respiratorie e allergie alimentari. Un importante momento di confronto sui problemi del bambino allergico nella loro globalità, tra pediatri di famiglia, allergologi pediatri, famiglie di bambini allergici e amministratori pubblici con l’obiettivo sia di alimentare il più ampio dibattito sugli aspetti sociali e assistenziali che le famiglie di bambini allergici vorrebbero vedere realizzati nell’ambiente scolastico e in quello ricreativo, sia di individuare gli interventi preventivi più idonei e i comportamenti più sicuri per la vita del bambino e la serenità delle famiglie, oltre a ottimizzare gli strumenti di diagnosi e terapia delle malattie allergiche. Decalogo per il bambino allergico L'allergia è una reazione esagerata a sostanze altrimenti inoffensive come per esempio pollini, peli di animali e alimenti. Il perché il sistema immunitario reagisca in modo così anomalo non è stato ancora chiarito del tutto; la reazione che si sviluppa poco tempo dopo il contatto con queste sostanze è causata da anticorpi chiamati immunoglobuline E (IgE). L’allergia è familiare: si eredita la capacità di produrre una quantità esagerata di anticorpi IgE che reagiscono con quelle sostanze, liberando prodotti dell’organismo come l’istamina che provocano l’infiammazione in diverse parti del corpo. Se i parenti più stretti sono allergici (specie se lo sono i genitori) il bambino ha un alto rischio di soffrire di allergia nell’infanzia sino all’età dello sviluppo; la comparsa immediata di disturbi sulla pelle, nelle vie respiratorie (raffreddore e asma), agli occhi (congiuntivite), nelle vie digestive (vomito, diarrea) o, progressivamente, tutti assieme (razione anafilattica), a contatto con la stessa sostanza deve far sospettare una causa allergica. Il carattere allergico rimane per tutta la vita ma l’organismo del bambino allergico è in grado di costruire forme di difesa che gli consentono di poter diventare tollerante nei confronti della sostanza a cui è allergico (specie per i principali alimenti come latte e uovo) anche nel corso dei primi anni di vita; il controllo periodico dello specialista, su consiglio del pediatra, permetterà di accertare i miglioramenti ottenuti. Ulteriori informazioni su: www.ospedalebambinogesu.it e www.federasma.org .
I Se si sospetta che il bambino possa soffrire di disturbi a contatto di una sostanze allergenica (per es. latte, uovo, acari della polvere di casa, pollini, ecc), deve essere consultato il pediatra il quale, se dalla storia clinica e dalla visita conferma il sospetto, consiglierà una visita specialistica di allergologia pediatrica.
II Per la diagnosi di allergia vanno eseguite le prove cutanee (prick test) o il dosaggio sul sangue delle IgE specifiche per la sostanza che è sospettata allergizzante; se il disturbo è respiratorio devono essere effettuate le prove di funzionalità respiratorie (spirometria) per riconoscere l’asma bronchiale. Vanno assolutamente evitate le indagini alternative (cosiddette “prove di intolleranza”) perché prive di alcuna validità scientifica e quindi inutili.
III Al bambino allergico va evitato rigorosamente il contatto col fumo di tabacco. Il fumo passivo in gravidanza, durante l’allattamento e negli ambienti chiusi favorisce la comparsa dell’allergia nel bambino a rischio; il fumo attivo negli adolescenti favorisce anche l’asma: quindi va scoraggiato con una informazione adeguata. Anche prescindendo dall’allergia, ogni bambino ha il diritto di vivere in ambienti liberi dal fumo.
IV Il bambino con allergia accertata ad alimenti o a farmaci deve avere la garanzia di non assumere mai l’alimento o il farmaco in causa. Ne va della sua vita.
V Al bambino allergico a sostanze presenti negli ambienti interni (come acari della polvere – dermatofagoidi, peli di gatto, ecc) deve essere garantito che questi ambienti, in particolare la camera da letto, siano ben arieggiati e sgombri da arredi (tendaggi, tappeti, moquette) difficilmente lavabili che favoriscono l’accumulo di polvere, terreno favorevole alla riproduzione degli acari e al deposito di peli di animali. Questo vale sia per le abitazioni che, per esempio, in asilo.
VI Per il bambino allergico ai pollini va consultato il calendario pollinico che indica i periodi dell’anno “a rischio”. In questi periodi si dovranno attuare i provvedimenti preventivi comportamentali (uso di mascherine, occhiali scuri, ecc) e farmacologici che permettano al bambino di vivere all’aria aperta senza incorrere nei fastidiosi disturbi a occhi, naso e bronchi.
VII Al bambino che ha già sofferto di reazioni molto gravi a contatto dell’alimento o del farmaco allergizzante o a seguito dei punture di insetti deve essere garantita la fornitura gratuita del farmaco salvavita per prevenire lo shock anafilattico, che deve essere sempre disponibile e somministrata immediatamente al bisogno; va periodicamente istruito (sia il bambino che la sua famiglia) sull’uso dello strumento e sui successivi provvedimenti di pronto intervento.
VIII Al bambino con grave malattia della pelle causate da allergia deve essere garantita la fornitura gratuita dei presidi terapeutici locali e sistemici necessari al controllo della malattia stessa.
IX Il bambino ha il diritto di frequentare regolarmente tutte le attività ricreative, gioco e sport, adeguate alla sua età, sotto il controllo di personale addestrato nello specifico.
X Nella vita comunitaria del bambino, specie a scuola, vanno garantiti: ambienti interni ed esterni idonei, rigoroso rispetto del regime alimentare del bambino con documentata allergia ad un alimento, l’impiego di farmaci specifici, prescritti e certificati, necessari alla cura quotidiana o in caso di emergenza, somministrati da personale opportunamente addestrato.
Il bambino allergico in Italia Nel nostro Paese dal 1950 ad oggi si è passati da un 10% della popolazione colpita da una manifestazione allergica ad un allarmante 30% , che include bambini e adolescenti in età scolare. Questo boom di allergie, tale da considerarle oggi una vera e propria malattia sociale, è caratteristico di tutti i Paesi sviluppati come l’Italia, dove il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale (nell’ 80% dei casi provocata da allergie), il 18-20% soffre di rinite allergica, mentre il 10% può presentare dermatite atopica. Nonostante i numerosi problemi legati a questo tipo di disturbi, i bambini allergici e/o asmatici hanno il diritto di vivere la scuola, lo sport e i momenti ricreativi con la serenità e la spensieratezza tipica della loro età. E se è vero – come recitano i dati dell’indagine condotta nelle scuole dal Ministero dell’Istruzione – che solo il 42,65% degli istituti italiani è in possesso del certificato igienico-sanitario che attesta condizioni idonee ad accogliere gli studenti senza esporli a rischi per la propria salute, allora diventa imprescindibile sensibilizzare le Istituzioni, gli operatori del settore ed i genitori sulla necessità di rendere questi ambienti luoghi sicuri in cui tutti i ragazzi possano svolgere ogni attività legata all’apprendimento, allo svago e allo sport.

Marco MagheriResponsabile Servizio Comunicazione e Relazioni esterneOspedale Pediatrico Bambino Gesù - IRCCSTel. 06-6859.2390-2612Mobile 338-8440460E mail: ufficiostampa@opbg.netwww.ospedalebambinogesu.it

Lo sport fa bene anche a 70 anni

Negli uomini, un’attività fisica da moderata a intensa sembra ridurre il rischio di ictus

mercoledì 24 febbraio 2010

Sondaggi: Pdl intorno al 38%, boom della Lega oltre l’11%

Ecco tutti i sondaggi sulle intenzioni di voto dell’ultimo periodo.

Il Pdl è abbastanza stabile intorno al 38, ma probabilmente scenderà dopo gli ultimi sviluppi giudiziari. Sembra giovarne la Lega che è quasi al 12%. Nel centrosinistra il Pd intorno al 28%, Idv stabile (ma in discesa rispetto alle europee), Sel supera i comunisti. Udc praticamente ferma da mesi, Radicali intorno al 2%, maluccio l’Api sotto l’1%
Cliccate qui per vedere tutti i sondaggi precedenti (da aprile 2009)

FONTE: Il Fazioso 24 febbraio 2010

Salute: ecco i nostri errori più comuni

Pensando di fare qualcosa di utile alla nostra salute, spesso commettiamo invece errori che possono danneggiarla. Scopriamo quali.
Pulire le orecchie all’interno con i cotton-fioc Se leggete le indicazioni scritte sulle confezioni di cotton-fioc, scoprite con sorpresa che non si potrebbero usare per pulire il condotto uditivo, ma solo per il padiglione esterno. Inserire il cotton-fioc all’interno può causare piccole lesioni o spingere ancora più a fondo il cerume eventualmente presente.
Assumere farmaci scaduti La data di scadenza dei farmaci è approssimata per difetto, quindi assumere un farmaco a pochi giorni o settimane dopo la scadenza non dovrebbe avere effetti negativi, ma perché rischiare? Svuotate gli armadietti e gettate i farmaci scaduti negli appositi contenitori della spazzatura.Mangiare carote per migliorare la vista Le carote contengono vitamina A, un componente utile per la salute degli occhi. Ma in caso di cali della vista, mangiare grandi quantità di carote è del tutto inutile. Può solo farvi diventare la pelle arancione per un po’.
Lavarsi i denti con troppo vigore I denti vanno lavati con lo spazzolino delicatamente, altrimenti il rischio di danneggiare gengive e smalto è concreto. L’equazione energia=pulizia è sbagliata.Fare troppa attività fisica Andare oltre le nostre possibilità fisiche può causare più danni che benefici. Ci vogliono mesi di esercizio costante per aumentare i carichi atletici: non si può aumentare il carico di più del 10% a settimana.Digiunare quando si ha la febbre L’adagio popolare vuole che se si ha un raffreddore bisogna mangiare in abbondanza e se si ha la febbre alta digiunare. Si tratta di una credenza senza alcun senso.
Una corretta alimentazione aiuta a guarire prima e meglio.
Bere tanta acqua Bere acqua in continuazione anche se non si ha assolutamente sete è inutile e in molti casi dannoso. A meno di condizioni climatiche particolari e attività fisica, è sufficiente bere quando si prova lo stimolo della sete.
Fonte: Shmerling R. The Little Things We Do, and We Just Can't Stop - From twirling cotton swabs in our ears to starving a fever—habits with little purpose, and some that do harm. Harvard Health Publications 2010.david frati

martedì 23 febbraio 2010

L'effetto placebo è un potente “guaritore”

Sfruttare l'effetto per ottenere migliori risultati nelle cure
Parendo dal concetto che l’effetto placebo sia un mezzo potente per favorire la guarigione, un ricercatore australiano sostiene che potrebbe essere utilizzato efficacemente per aumentare i risultati delle cure mediche. Il dr. Damien Finniss dell’Università di Sidney ha condotto una revisione basata su diversi studi - in particolare pubblicati sulla rivista “The Lancet” - ed è arrivato alla conclusione che l’effetto placebo è talmente potente che può essere sfruttato al pari di una vera e propria medicina. «Alcune risposte al placebo sono estremamente grandi e possono essere equivalenti a quelle di un farmaco attivo. È semplice come credere, sperare e avere fiducia nel medico», ha dichiarato a questo proposito. Anche se nel mondo scientifico l’effetto placebo non è considerato allo stesso modo e ci sono ancora delle resistenze nei suoi confronti, il dr. Finniss ritiene che sia comunque visto sempre più come un processo che può offrire speranze e promesse grazie alla ricerca sull’interazione della mente con i processi chimici del cervello. In un recente studio, sottolinea Finniss, le persone che credevano di aver assunto degli oppiacei per il controllo del dolore – mentre invece avevano assunto un placebo - avevano le aree del cervello, interessate dall’azione di queste sostanze, attive come se avessero davvero preso le pillole antidolorifiche.«Le modificazioni nel cervello indotte dal placebo sono molto simili ai cambiamenti reali degli analgesici oppiacei». Ha aggiunto il dr. Finniss. Lo stesso fenomeno si è verificato con altri farmaci e placebo fatti assumere da gruppi diversi di persone.«La tecnologia avanzata e la metodologia di ricerca ha individuato effetti placebo diversi in tutto il corpo, come variazioni indotte dal placebo in cuore, polmoni e funzioni ormonali». Ha concluso il ricercatore.(lm&sdp)
FONTE. LA STAMPA